Ceiba speciosa
Nome Comune: Ceiba speciosa
Famiglia: Bombacaceae
Genere: Ceiba
Descrizione Botanica ed Ecologica
La Ceiba speciosa è un albero semi-deciduo di grandi proporzioni appartenente alla famiglia delle Malvaceae (un tempo classificato nelle Bombacaceae), originario delle regioni tropicali e subtropicali del Sudamerica (in particolare Brasile e Argentina). Introdotto in Europa a scopo ornamentale, ha trovato nelle regioni meridionali e costiere d'Italia un habitat ideale, dove gli esemplari monumentali possono raggiungere i 15-20 metri d'altezza e sviluppare chiome ampie e ramificate. Il tratto morfologico più spettacolare e distintivo della specie è il tronco: mostra una vistosa forma rigonfia nella parte inferiore, simile a una bottiglia o a un fiasco (da cui il nome comune), che funge da vero e propri riserva d'acqua per superare i periodi di siccità. Nelle piante giovani e mature, la corteccia verde-grigiastra è interamente ricoperta da grandi e robuste spine coniche e acuminate, che tendono a diradarsi o a scomparire solo sulla base dei fusti degli esemplari estremamente vecchi.
Le foglie sono alterne, palmatocomposte, munite di un lungo picciolo e divise in 5-7 foglioline lanceolate dal margine leggermente seghettato; la pianta tende a spogliarsi quasi completamente all'inizio dell'autunno, subito prima o durante la fioritura. Tra settembre e novembre, la Ceiba speciosa offre uno spettacolo botanico straordinario: produce grandi fiori ascellari, simili a quelli dell'ibisco o del giglio, con petali ricurvi di colore rosa intenso o rasi deliziosamente sfumati di bianco e giallo-crema, striati di bruno verso il centro. Il frutto è una grande capsula ovoidale e legnosa simile a un avocado; a maturazione, si apre liberando numerosi piccoli semi neri immersi in una fitta, soffice e densa massa di fibre lanose e biancastre (il kapok), che viene dispersa dal vento creando un suggestivo "effetto neve" attorno all'albero.
Dal punto di vista ecologico, è una specie spiccatamente eliofila e termofila, che esige temperature miti e non tollera i geli invernali intensi o prolungati. Ha un'eccezionale tolleranza alla siccità grazie ai tessuti spugnosi del tronco accumulatori d'acqua. Nei giardini storici, negli orti botanici e nei parchi urbani del Sud Italia (splendidi gli esemplari monumentali presenti in Sicilia e in Campania), questo albero rappresenta un'attrazione monumentale unica, capace di unire un'architettura scultorea quasi preistorica a una fioritura autunnale di rara eleganza.
