Ficus carica
Nome Comune: Fico comune
Famiglia: Moraceae
Genere: Ficus
Descrizione Botanica ed Ecologica
Il Ficus carica, comunemente noto come fico, è un albero da frutto caducifoglia appartenente alla famiglia delle Moraceae, originario dell'Asia occidentale ma naturalizzato e diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo fin dall'antichità. Di norma presenta un portamento arbustivo o di piccolo albero che non supera i 7-10 metri d'altezza, ma negli esemplari monumentali può sviluppare tronchi contorti e massicci, con chiome espanse, dense e dal diametro notevole. La corteccia si presenta liscia, di un caratteristico colore grigio-cenerino. Le foglie sono grandi, alterne, coriacee e ruvide al tatto sulla pagina superiore, mentre sono più chiare e pelose su quella inferiore; mostrano una spiccata morfologia lobata, variando da tre a sette lobi profondi. Come tutte le Moraceae, ogni parte della pianta contiene un lattice bianco e denso, fortemente irritante per la pelle se esposto alla luce solare.
L'apparato riproduttivo del fico è biologicamente complesso e affascinante. Quello che comunemente viene considerato il frutto è in realtà un'infiorescenza carnosa piriforme, detta sicono, che racchiude al suo interno centinaia di minuscoli fiori. La specie mostra un comportamento dioico funzionale: esistono piante "caprifico" (maschio, che producono polline e ospitano l'insetto impollinatore, la vespa Blastophaga psenes) e piante "fico" (femmina, che producono i frutti eduli). Molte varietà coltivate sono tuttavia partenocarpiche, capaci cioè di maturare i frutti senza bisogno di impollinazione. Dal punto di vista ecologico, è una pianta straordinariamente rustica, eliofila e termofila, capace di colonizzare ambienti estremi grazie a un apparato radicale potentissimo e d'infiltrazione, in grado di farsi strada tra rocce, muretti a secco e ruderi. Tollera un'elevata salinità e lunghi periodi di siccità, trovando nei contesti monumentali la sua massima espressione in vecchi esemplari rurali o storici, capaci di vivere per alcuni secoli e di rigenerarsi continuamente attraverso vigorosi polloni basali.
