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Vitis vinifera

Nome Comune: Vite comune

Famiglia: Vitaceae

Genere: Vitis

Descrizione Botanica ed Ecologica

La Vitis vinifera, comunemente nota come vite europea o vite comune, è una pianta arbustiva rampicante (liana legnosa) a foglia caduca appartenente alla famiglia delle Vitaceae, originaria della regione mediterranea, dell'Europa centrale e dell'Asia sud-occidentale. Coltivata fin dall'età del bronzo per la produzione di uva e vino, possiede una longevità potenziale notevole, capace di superare i 200-300 anni se risparmiata dalle pratiche di espianto agricolo. Negli rari esemplari lasciati crescere liberamente in contesti monumentali, la vite sviluppa un fusto legnoso (ceppo) straordinariamente robusto, contorto, sinuoso e scanalato, che può raggiungere diametri paragonabili a quelli di un medio albero. I rami giovani (tralci) sono flessibili e si arrampicano tenacemente su rocce, alberi o pergolati grazie alla presenza di viticci (cirri) opposti alle foglie, strutture filiformi che si avvolgono a spirale intorno a qualsiasi supporto. La corteccia è bruno-grigiastra e ha la particolarità di sfaldarsi longitudinalmente in lunghe strisce sottili e fibrose (nastri) negli esemplari maturi.

Le foglie, alterne e dotate di un lungo picciolo, sono grandi, palmate e lobate (solitamente divise in 3 o 5 lobi più o meno profondi), con la base marcatamente cordata e il margine vistosamente ed elegantemente seghettato. La pagina superiore è glabra e di un verde intenso, mentre quella inferiore può presentarsi leggermente pubescente o aracnoidea (coperta da una fine peluria simile a una ragnatela). In autunno, prima di cadere, il fogliame regala una colorazione spettacolare, virando verso calde tonalità gialle, aranciate o rosso porpora a seconda della varietà. I fiori, che compaiono a inizio estate (maggio-giugno), sono piccolissimi, ermafroditi (nelle varietà coltivate), di colore verde-giallastro e riuniti in infiorescenze a pannocchia (grappoli) opposte alle foglie. Il frutto è la tipica bacca (acino), di forma globosa o ellittica, riunita nel grappolo; la buccia (esocarpo), ricoperta da una sostanza cerosa protettiva detta pruina, racchiude una polpa succosa e dolce all'interno della quale sono custoditi i piccoli e duri semi (vinaccioli).

Dal punto di vista ecologico, la vite è una specie spiccatamente eliofila e termofila, che richiede un'ottima insolazione per poter fruttificare e completare la maturazione del legno. Mostra una grandissima adattabilità climatica e tollera bene i freddi invernali, temendo invece le gelate tardive primaverili che possono distruggere i nuovi germogli. Predilige terreni sciolti, profondi, ben drenati e ricchi di scheletro (sassi), adattandosi sia a suoli calcarei sia ad argille moderate, purché non vi siano ristagni idrici che causino il marciume dell'apparato radicale, il quale è tipicamente profondo ed esteso. La stragrande maggioranza degli esemplari monumentali sopravvissuti in Europa appartiene a varietà storiche scampate alla devastazione della filossera (un insetto fitofago importato dall'America a fine Ottocento) o coltivate "franco di piede" (senza innesto su vite americana) in terreni sabbiosi o vulcanici ostili al parassita. Questi patriarchi, custoditi in antichi orti monastici, cortili di dimore storiche o vecchi vigneti eroici, sono monumenti viventi di inestimabile valore genetico e antropologico.


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